Si può impedire la guerra?

Andrea Riccardi ne parla a partire dall'esperienza personale nell'impegno per la pace in Mozambico
23 Novembre 2015

Non è vero che i popoli ricercano la guerra per la guerra. Ci si combatte perchè non si vedono più altre strade. Sono rimasto due anni e mezzo a contatto con i guerriglieri mozambicani. Perchè si battevano? Perchè non vedevano alternative al combattimento. E avevano finito per abituarsi alla guerra. Ma poi ho assistito, durante i negoziati, all'evoluzione del guerrigliero, alla trasformazione dell'uomo guerriero in uomo politico. Secondo me è già un grande miracolo perchè sono convinto che, se anche nessun essere umano vuole in principio la guerra, è però estremamente difficile trovare la strada per la mediazione. E' aspro e faticoso uscire dalla logica del conflitto e della violenza. A volte, è come un tunnel. ...Il guerrigliero mozambicano faceva la guerra perchè non credeva che il conflitto potesse essere spostato, tradotto in altre categorie, più compatibili con la vita quotidiana.

I mezzi della politica devono sempre prevalere sulle armi, sulla via militare. Condivido quello che diceva il Mahatma Gandhi: "Se ci sarà un vincitore, la vittoria non sarà che una morte vivente per la nazione uscita vittoriosa dalla guerra"

(Questa riflessione, pubblicata in "Sant'Egidio, Roma e il mondo", è del 1997, ma conserva tutta la sua attualità)