Il '68, la Chiesa e i poveri. Andrea Riccardi racconta la scoperta del mondo della periferia

Frequentavo il liceo Virgilio e discutevo con i miei amici: che significa cambiare la società se non si cambia l'uomo?
23 Ottobre 2015

Conoscevo un prete operario che lavorava nelle baracche vicine al Cinodromo, a Ponte Marconi, più o meno all'imbocco della strada per andare da Roma al mare. E' lì che ho cominciato a scoprire la periferia.

E' in questo modo che si riafacciava il discorso sugli operai. In realtà non era in senso stretto mondo operaio. Era il mondo proletario e sottoproletario, fatto di immigrati dal Centro e dal Sud Italia. Nel mondo studentesco si diceva "Studenti e operai uniti nella lotta!" Io rispondevo che il Vangelo ci aveva portato a scoprire questa Roma ignota Perchè? Perchè questa Roma era conosciuta per sentito dire, per pregiudizi, era la Roma della periferia, da cui venivano le donne di servizio che lavoravano nei nostri quartieri. Allora bisognava andare a scoprire le baracche. Per un giovane di ceto medio, per un liceale, era un'esperienza sotto molti aspetti scioccante. La povertà, le persone che vivevano nelle baracche erano la scoperta di un terzo mondo vicino a noi.

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